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La vita nei campi
Riomaggiore
Seno di Canneto
       

Le Cinque Terre

Con il nome Cinque Terre viene chiamato quel tratto di costa rocciosa e scoscesa che si estende per 15 Km., lungo il litorale dell’estrema Liguria orientale, fra il territorio di Levanto e quello della Spezia e più precisamente dalla punta Mesco alla punta Merlino. Il vocabolo terra è qui sinonimo di borgo alla maniera medievale.

I cinque borghi (Riomaggiore, Manarola, Corniglia, Vernazza, Monterosso) si proiettano sul mare rimanendo tutti saldamente ancorati alla terra, scolpita dalla natura e dall’uomo: un solo mare un’unica terra, il medesimo rapporto di odio amore che lega l’uomo ad entrambi.

Le Cinque Terre non sono nate in seguito a un unico fenomeno storico. Lo stesso nome Cinque Terre non nasce a livello locale, frutto di una comune identità: è un’invenzione dotta, coniata nel quattrocento in ambito genovese. Fino alla fine del Settecento i cinque borghi erano distribuiti in distretti amministrativi differenti: una frammentazione che dura fino ai nostri giorni, anche se esistono enti istituzionali di raccordo come il Parco Nazionale.

Le prime attestazioni appartengono alla metà dell’XI sec. E riguardano solo due borghi: Monterosso e Vernazza, i primi a beneficiare della rinascita economica e demografica dell’europa medievale. Le altre terre nacquero più tardi e dovettero il loro sviluppo alla crescente influenza genovese nella riviera orientale ligure. Si deve comunque far risalire al medioevo l’inizio dell’opera di terrazzamento dei ripidi pendii della riviera per la messa a coltura di un territorio aspro, da cui comunque si ricavano ancor oggi, uve, limoni e olive di qualità. Nel XVI sec. i borghi subirono gli attacchi dei corsari turcheschi. Le popolazioni locali reagirono rafforzando le vecchie fortificazioni medievali e costruendo nuove torri sulle scogliere prossime agli abitanti. A partire dalla seconda metà del seicento conobbero un lento e prolungato declino, che so invertì solo nell’Ottocento.

Alcuni avvenimenti segnarono le vicende di questo secolo: la costruzione dell’arsenale militare nel Golfo della Spezia e, soprattutto, la realizzazione della linea ferroviaria Genova-La Spezia.

Tuttavia l’aumento della popolazione fu troppo rapido e ampio per poter essere compensato dalle risorse del territorio. La povertà spinse molti abitanti dei borghi all’emigrazione verso la Francia e le Americhe. La povertà e l’arretratezza del territorio perdurò fino agli anni Sessanta, quando il boom economico e lo sviluppo del turismo portarono nelle Cinque Terre il benessere.

Il riconoscimento delle Cinque Terre come Patrimonio mondiale dell’Umanità da parte dell’Unesco (1997) è la testimonianza del valore del lavoro secolare oscuro di uomini e donne, che nel tempo modellarono ripidi pendii, costruendo un vero e proprio paesaggio artificiale.

 
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